Altilia e Sepino

Altilia e Sepino

Altilia è una piccola città romana incastonata lungo le pendici del Matese ed uno dei siti archeologici più importanti della nostra regione.

Edificata nei primissimi anni del I sec. d.C. appare tuttora perfettamente conservata, seppure non completamente scavata. 

Da sempre luogo di passaggio, la città fu edificata a valle di una fortezza sannita che già presidiava il percorso tratturale che da Pescasseroli, in Abruzzo, arrivava al pugliese Candela. Le mura e le torri della città, fatte costruire dai figli adottivi di Augusto, Tiberio e Druso, delimitano un’area quadrangolare di circa 12 ettari, costituita dal cuore della vita pubblica: il foro, i resti della basilica, il tribunale, il comitium, la curia, il tempio e un’aula per il culto imperiale. Ma il fascino della città è racchiuso dai segni della vita quotidiana del passato: le fontane, la fullonica (a metà tra una lavanderia e una tintoria), il macellum (mercato della carne e del pesce), le terme, il teatro, le botteghe e le abitazioni.

Entrando da porta Bovianum, l’unica che ancora conserva il suo apparato monumentale, con i due prigionieri germanici in catene, si percorre il decumano, proprio come a Pompei, fino ad arrivare nella piazza del foro.

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